6 min readFemtech: quando la tecnologia incontra i bisogni di salute e benessere femminili

Digital health 3 Maggio 2020 4 min read
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6 min readFemtech: quando la tecnologia incontra i bisogni di salute e benessere femminili

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Man: “I don’t see why anyone needs a fitbit when smartphones track activity.”

Woman: “Most women’s clothes don’t have pockets.”

Lisa Gualtieri, Founder di RecycleHealth

Di Femtech ne avevo sentito parlare più volte, ma è solo quando, in occasione di un evento dedicato alla digital health a Londra (Giant Health) nel 2018 in cui ho visto intere room dedicate al tema, con speech e prodotti a essa correlati, che ho iniziato ad approfondire il tema.

E a farmi una mia idea.

E ammetto, che il primissimo impatto che ho avuto, sia stato quello di un movimento femminista all’interno del panorama della salute digitale. Un po’ ingenuamente non mi ero mai focalizzata a osservare il panorama completo delle offerte di digital health e neanche mi ero posta il problema di un accesso diverso a tecnologia, conoscenza e possibilità di investimento da parte del lato femminile della popolazione.

Cos è il femtech

Per raccontarlo partiamo dal un concetto ben noto e banale: il 50% della popolazione è femminile. E uomo e donna sono differenti, come lo sono i loro corpi e le loro caratteristiche di salute: la risposta ai farmaci, gli ormoni, la gravidanza…

Per tanti motivi (più o meno nobili) il sesso maschile è stato spesso usato come standard per lo studio e sviluppo di terapie, trattamenti e assistenza legata alla salute.

Il Femtech, si propone invece di sviluppare prodotti e servizi che siano plasmati sul corpo e sulle necessità femminili; come dice la parola, deriva dall’unione di “fem”=femminile e “tech”=tecnologia. Si tratta quindi di wearables, device, app che monitorano la salute femminile, come il ciclo mestruale, la gravidanza, la fertilità…

Mercato

Si tratta di un mercato che inizia a crearsi una sua identità e nicchia nel 2011; infatti facendo una ricerca di MobileHealthNews si vede che il primo articolo su questo tema è del 2016, in cui si inizia a parlare del Femtech non più come una nicchia assoluta ma di un mercato che sta diventando maturo. Nello stesso anno un panel del TechCrunch Disrupt è proprio dedicato alle tecnologie a supporto della fertilità femminile.

Da un report di Research2Guidance di Gennaio, si vede che il mercato del Femtech ha avuto finanziamenti per 200 milioni di dollari dal 2011 e che attualmente le app e servizi disponibili sono circa 3000.

Per dare un’idea della crescita, Rock Health riporta che i finanziamenti per le stat-up Femtech sono aumentati del 812% dal 2014 al 2018.

Perchè possono (e dovrebbero) crearla solo le donne

Questa è semplice. Solamente una donna può conoscere a fondo i problemi e le difficoltà legate al suo corpo e alla sua mente. 

E solamente una donna, anzi un gruppo di donne, può conoscere le sfaccettature della femminilità, le sue peculiarità e caratteristiche. E da queste ideare e creare soluzioni che supportino la salute della donna da adolescente all’età matura.

Da quali bisogni è nata e come si sta evolvendo

I primi prodotti erano principalmente legati alla fertilità femminile. Partendo dal presupposto che i problemi di concepimento erano comuni a più persone.

Nel tempo sono state create molte realtà differenti, ma il focus principale rimane ancora la fertilità, la gravidanza e le fasi iniziali della maternità.

Non ci sono ancora molti prodotti che seguono completamente il ciclo della salute femminile, dall’adolescenza alla menopausa e dopo.

Questo può essere un limite, sia per l’offerta, sia per una possibile rimborsabilità di questi prodotti. (devono essere scientificamente validati e dimostrare che il loro utilizzo abbia una rapporto costo/beneficio superiore, per esempio per impedire eventi avversi prima o durante una gravidanza).

E poi ci sarebbero tutti i limiti legati alla difficoltà di creazione del prodotto, poca validazione e difficoltà a testarli, venture capitalist principalmente uomini che possono avere difficoltà di valutazione…

Bertelan Mesko ne parla in modo approfondito in un articolo di questo Gennaio, andando ad evidenziare come in realtà sia ancora un settore sottostimato a livello di conoscenza, valore, investimenti e anche sviluppo di prodotto.

Esempi di aziende e prodotti

Healthcare Growth Partners (HGP)

Le aziende però sono molte, e anche i prodotti offerti.

Per esempio Natural Cycles è un App, con certificazione CE e FDA, che permette un controllo contraccettivo non invasivo, dando informazioni sui periodo fertili o meno alle sue utilizzatrice, grazie alla misura della temperatura.

Avawoman è una delle più note, azienda che ha sviluppato un wearable da usare di notte associato ad un’app: vengono registrati e analizzati la temperatura corporea, i battiti cardiaci, il respiro e una serie di parametri che, grazie ad un algoritmo, danno a chi la usa informazioni sulla propria ovulazione e stato del ciclo mestruale. Clearance FDA e marchio CE.

La startup Nex-Gen Jane invece si occupa di analizzare il sangue ottenuto (e inviato) da un tampone per verificare e controllare condizioni come endometriosi, tumori uterini o altre condizioni.

Se parliamo poi di gravidanza, l’azienda israeliana HeraMed sviluppa diversi sensori, tra cui HeraBEAT che permette di sentire il battito del bambino. Emozionante esperienza da un lato, rassicurante dall’altro, quando magari una futura mamma lo sente muovere meno.

E poi c’è Elvie, azienda inglese che oltre a produrre un tiralatte facilmente mimetizzabile nel reggiseno e trasportabile, ha creato. Si tratta di un device che permette di eseguire gli esercizi di Kegel per rafforzare il pavimento pelvico, con il controllo di un app e molto utile sia dopo il parto che in generale per la salute del pavimento pelvico.

Adoption

Negli stati uniti 1 donna su 5 utilizza un servizio Femtech. L’adoption è quindi del 20%, ma potrebbe essere molto più ampia.

C’è un bisogno prima di tutto di cultura, di conoscere i prodotti disponibili, di sapere che alcuni problemi e difficoltà possono essere soddisfatti da qualcosa che già esiste.

Le app di tracking del ciclo mestruale sono il caso più noto, ogni donna ha il bisogno (o almeno non ne ho mai conosciuta nessuna che non ce l’avesse) di sapere e conoscere il suo ciclo mestruale, magari per avere informazioni su quando sia il suo periodo fertile e programmare una gravidanza, oppure per valutare se una gita in gommone può essere fatta quel determinato giorno. E anche grazie all’integrazione di sistemi di tracking del ciclo, per esempio nell’App salute di dei sistemi iOS, oppure all’interno di app come quella di Fitbit, indicare e conoscere il proprio periodo è diventata un’abitudine di molte donne.

In conclusione, crediamo che il mercato del Femtech sia uno di quelli più promettenti, da osservare ma soprattutto da testare.

Chimica farmaceutica di nascita, cresciuta a marketing farmaceutico e con una grande passione per l’innovazione in ambito health. Affrontare nuove sfide e modi di pensare, conoscere e imparare ogni giorno è il mio mantra Linkedin