5 min readMatrimonio o storia d’amore tra le pharma e le digital health start-up?

Weekly Insight 16 Gennaio 2021 4 min read

5 min readMatrimonio o storia d’amore tra le pharma e le digital health start-up?

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Secondo Wealdhy Weekly Insight del 2021

Prima settimana lavorativa completa di questo Gennaio, si torna ai soliti ritmi e abbiamo avuto una bella settimana animata anche per la digital health.
 
A partire dall’annuncio di ieri della chiusura dell’acquisizione di FitBit da parte di Google, alle novità del CES, ai “soliti” problemi di privacy, dati sanitari e app, e, infine stiamo vedendo come vengono settate le basi per quella che sarà la stabilizzazione di questo mercato post covid.
 
E parlando di “settare” le basi, ho provato a raccontare che cosa sia per me la “digital health” in questo articolo.
Ci sono tante definizioni più o meno complete, ma spesso nel linguaggio comune ci si limita a pensare alla mobile-health, alla telemedicina o alla digitalizzazione dei processi e mai a quanto invece la digital health più che di una definizione abbia bisogno di una storia per far capire come permea ogni singolo aspetto della salute.

News dal mondo Digital Health

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  • La terapia di gruppo diventa online con Pace, start-up fondata dagli esecutivi di Pinterest e Affirm in cui si può partecipare a sessioni live di 90 minuti, con altre 10 persone e guidate da un facilitatore. L’obiettivo? Discutere insieme tematiche legate alla salute mentale che accomunano il gruppo.
  • D’altronde la mental health è un tema caldissimo in questo periodo di pandemia. Ogni provider di servizi di digital health sta cercando di avere nel suo portfolio un supporto per la salute mentale, per esempio 2 giorni fa DoctorCareAnyware (Uk based) ha annunciato la partnership con Koa Health e Kooth e l’app di mental health Talkspace(per avere un terapista online) ha annunciato di diventare pubblica attraverso una SPAC. Infine la start-up NeuroFlow, che unisce visite fisiche-digitali per la behavioral health, ha avuto un finanziamento di 20 milioni .
  • Matrimonio o storia d’amore tra le aziende pharma e le start-up di digital health? Mentre Biogen annuncia una collaborazione con Apple per iniziare uno studio clinico digitale alla ricerca DEL digital biomarker (quell’insieme di parametri rilevati digitalmente come pulsazioni, punteggio ad un gioco o movimenti che potrebbero essere segno di una patologia) che indichi il decadimento cognitivoNovartis annuncia che il risultati della sua app/digital therapeutic (DX) sulla schizofrenia (sviluppata insieme a Pear Therapeutics) non sono buoni per alcuni problemi metodologici, ma questo non fermerà lo sviluppo del DX (sapete vero che il DX è – semplificando tantissimo – “l’analogo digitale della compressa”?)  Chiudiamo la lista con UCB che acquisice Nile, piattaforma per la gestione digital delle crisi epilettiche e la partnership tra Merk e Philips per la gestione della fertilità. Insomma le partnership azienda-digital health non sono sempre rose e fiori ma continuano e sono certa che il coraggio delle prime aziende pagherà con risultati interessanti e utili per tutti noi.
  • Non solo le aziende ma anche gli stati si stanno focalizzando sulla digital health: il NICE (Uk) ha annunciato di essere aperto e di voler valutare e testare, in progetti pilot, strumenti di digital health dopo il successo avuto con ZioXT – in grado di identificare anormalità del battito cardiaco. Ovvio, il tutto volto alla prevenzione, che significa meno eventi avversi e meno costi per il NHS. Se ci spostiamo poi in Germania la digital health può essere rimborsata e l’approvazione è fast-track – in 3 mesi si ha la risposta. Un bello Stato su cui puntare per le start-up che pensano poi di scalare: si crea un benchmark e nello stesso momento si hanno dati real-life. E per la Germania? Più prevenzione e più proposte ad-hoc sul loro mercato in quanto attrattivo.
  • Ultimo punto, Walgreen mette le basi per la farmacia del futuroche sarà molto diversa e addiruttura (dico io) sarà una nuova realtà: una fusione tra la farmacia dei servizi di cui si parla tanto da tanto, un centro commerciale come aspetto strutturale ed estetico e un centro medico-diagnostico come servizi. Il farmaco non sarà più il core della farmacia.

Health Influencer to follow – il consiglio della settimana

Nella prima newsletter l’elenco era bello importante, erano alcune delle persone che suggerisco maggiormente soprattutto in questo periodo di covid, per essere sempre aggiornati.

Oggi vi propongo invece una interessante pagina Instagram, è quella dell’agenzia McCann Health che sta pubblicando interessanti post sul CES e ha sempre stimoli interessanti.
 
Inoltre suggerisco un podcast (format che adoro since 2017 e che sta decollando anche in Italia): Digital HealthToday – con interessanti interviste.

Eventi da mettere in agenda


19 Gennaio 16:00-17:30: Terapie digitali, un’opportunità per l’Italia
 
Verrà presentato il volume “Terapie Digitali, una Opportunità per l’Italia” con un panel decisamente interessante!

Riflessioni e deviazioni: digital health sempre più donna

Dicevo essere stata una settimana movimentata perché avrei pagine di notizie da condividere e commentare, ma in questo spazio vorrei aggiungere una mia considerazione personale.
Dalla lettura si fiutano i trend e quest’anno ci sarà una ancora maggiore attenzione al mondo femminile (non credo di essere di parte a leggerlo così)

La prova del mese

Sto continuando con la prova di mindfulness – sembra così difficile trovare quei 5 minuti ogni giorno per aprire l’App di Fitbit e rilassarsi, provando a concentrarsi solo sul presente! Al momento non posso ancora valutarne i benefici.
 
Ma, per ribadire quando sia una tematica calda, su Netflix trovate una miniserie sponsorizzata dall’app Headspace  a tema mindfulness!

Chimica farmaceutica di nascita, cresciuta a marketing farmaceutico e con una grande passione per l’innovazione in ambito health. Affrontare nuove sfide e modi di pensare, conoscere e imparare ogni giorno è il mio mantra Linkedin