6 min readGli Hacker Della Salute E Le Notizie Digital Health Della Settimana!

Weekly Insight 22 Gennaio 2021 5 min read

6 min readGli Hacker Della Salute E Le Notizie Digital Health Della Settimana!

Reading Time: 5 minutes

Questa settimana è iniziati con il Blue Monday, quindi non poteva che essere una settimana in salita!

Inizio con una piccola storia: questo autunno, quando le mascherine erano ritornate obbligatorie anche all’aperto, avevo iniziato una conversazione durante una passeggiata serale, in cui immaginavo la possibilità per i brand di comunicare sulle mascherine: ognuno di noi ne ha una e porterebbe a spasso “il messaggio” del brand.
Immaginate la sorpresa poche sere fe quando ho letto dell’iniziativa di Brand-aid di permettere a brand/aziende di ordinare i “cerotti post vaccino covid” brandizzati. L’idea è geniale: chi fa il vaccino spesso posta sui social la foto del cerotto, apponendo il logo del brand…si amplifica il messaggio!
Un po’ opportunista, un po’ intelligente (e i ricavi vanno a coprire la logistica di distribuzione e somministrazione del vaccino)

Altra notizia di questa settimana, abbiamo avuto il piacere su Wealdhy di pubblicare l’intervista fatta a Beatrice Alary, di D4H – azienda che ha ideato la Consult Station: una cabina per la telemedicina clinica.

News dal mondo Digital Health

Studi clinici digitali: avanti tutta!

Quando qualche settimana fa, quando era uscita la nuova app per gli studi clinici digital di Big-G, avevo commentato “bel tempismo Google” perchè grazie al Covid tutti ormai sappiamo cosa sia uno studio clinico. Bene, ora iniziamo a vedere come questo approccio digitale potrebbe essere di aiuto a quel 86% di pazienti che soffre di malattie rare e vorrebbe partecipare a studi clinici ma non può essendo localizzato in are diverse e lontane del mondo – gli studi clinici digital aiuterebbero!
Inoltre permetterebbero di raggiungere e includere anche minoranze etniche, o semplicemente evitare che il campione sia rappresentato da maschi caucasici e che i dati di efficacia e sicurezza siano legati alle loro caratteristiche. 
E sapete cosa è successo agli studi clinici interrotti causa covid-19? Sono rapidamente stati riattivati, vuoi un rinnovato stimolo alla ricerca clinica, vuoi le app digitali, vuoi il maggiore interesse pubblico. (buona news per tutti in ogni caso!)

Un occhio al business tra fusioni, crescite esponenziali e nuovi modelli di business

Mi hanno sempre detto che il mondo pharma è statico, lento, fatto da grandi colossi… ma guarda cosa porta il covid – il fatturato di Moderna del 2019 è stato di 60 milioni di dollari, la previsione 2020 è di centinaia di milioni di dollari! 
Poi anche questa settimana abbiamo assistito ad una nuova SPAC…la start up Hims & Hers (servizi di telemedicina ad hoc per lui e per lei) diventa pubblica!
E Philips non si ferma, lo scorso venerdì annunciava la partnership con Merck e questa settimana sta per chiudere un accordo per Capsule technologies, di Thermo Fisher: un software per collegare i dati rilevati dai medical device alle cartelle cliniche elettroniche. 
Last but not the least, Pear therapeutics, nonostante l’annuncio della scorsa settimana di qualcosa di andato storto nel suo Dx con Novartis, crea un accordo con EtectRx per sviluppare un Digital Therapeutics associato ad una pillola intelligente (quelle connesse con app/sensori).

La digital health è davvero per tutti? Dalla Rwanda all’app gratis

Babyl launches digital healthcare system | The New Times | Rwanda

Le start-up più forti sulla telemedicina aumentata dall’AI e presenti da più anni sul mercato, Babylon Health e Ada Health, si lanciano sui mercati emergenti: popolazioni con numeri contenuti, grandi distanze, mancanza di infrastrutture – la telemedicina risolve (o potrebbe risolvere) questi problemi. I contratti sono con i governi e assicurazioni, per la copertura economica. La CSR dell’azienda cresce. Ma si è ancora in una fase primordiale dell’AI – per esempio quelle (di Intelligenze Artificiali) delle due piattaforme sopracitate sono state “allenate” con lingue, voci, abitudini e caratteristiche di una popolazione caucasica e non ancora così utili a Stati come quello della Rwanda (con cui Babylon Health ha firmato un accordo decennale). 

Parlando di modelli di business interessanti, vediamo che un’assicurazione francese rilascia la sua app di gestione della salute e telemedicina gratuitamente (usa solo gli introiti derivanti dai prodotti assicurativi) – dovrà forse testarla ancora di più? Avere dati aggregati sulla salute della popolazione?
E dall’altro lato approfondendo la realtà di Hims & Hers si vede che strizzano l’occhio al mondo d’oggi: la salute è in abbonamento! Si paga una fee fissa e si hanno tutti i servizi e prodotti a disposizione.

Gli hacker della salute!

Ema già a Dicembre aveva annunciato un attacco Hacker relativo a documenti sui vaccini…e ora dopo analisi rivela che alcuni documenti trafugati sono stati rilasciati “manipolati” online. 

Serve sempre più focalizzarci sulla silver economy

L’aspettativa di vita aumenta, le patologie croniche ce le portiamo dietro con l’età e man mano i “silver” saranno sempre più digitali: insomma studiamo gli anziani di oggi e i loro bisogni, e prepariamoci a rispondere a questi con la digital health

Il vaccino digitale

Maio Clinic, Microsoft e molti altri attori pubblici/privati e health/tech lancianoil progetto Vaccination Credential, per lo sviluppo di un record elettronico per tenere traccia della propria vaccinazione per il covid-19.

(E visto che parlo di tenere traccia e che per me il “digital health passport” sarà uno dei grandi trend di quest’anno, ecco che Forbes li considera l’unico modo per tornare alla normalità, Uk lo testa  e Pharmaforum ne scrive un editoriale)

Health Influencer to follow – il consiglio della settimana

Questa settimana passiamo all’internazionale: Paul Sonnier.

Nome decisamente noto nel mondo della digital health. Autore di libri, podcast, speaker ad eventi, consulente.
Attivissimo sui social, soprattutto Twitter, e con una interessante newsletter.

Vi lascio sitoTwitter e Linkedin

Riflessioni e deviazioni: la responsabilità dei social

Pochi giorni fa abbiamo assistito a Facebook e Twitter chiudere l’account di Trump –  non è questo un tema legato alla salute ma si collega alla notizia dell’alleanza tra il governo US e YouTube per sviluppare contenuti medico scientifici di qualità, per semplificare e diffondere la conoscenza medico-scientifica tra la popolazione…ed evitare i video non scientificamente corretti. 

What Facebook can learn from Pinterest's vaccine misinformation fight

Insomma il tema è, qual è la responsabilità delle piattaforme social di diffondere e controllare le informazioni (sempre di salute ora parliamo) di cui loro sono amplificatori ma non creatori? Lo scorso anno Pinterest ha mosso un grande passo in questa direzione – non potendo controllare ogni contenuto, se qualcuno cercava “vaccini” NON aveva risultati. Lo step successivo sarebbe quello di fornire solo risultati scientificamente validati.

E Facebook/Instagram? Let’s wait! ma questa sarà la direzione, per bene pubblico, per etica, per ritorno di immagine. 

Due download consigliati

  • Il report di CB-insight sui trend di fusioni, crescita e mercato della digital health nel 2021
  • Il report Europeo di Veeva – sulla qualità e utilizzo dei dati dei consumatori (= HCP) da parte delle aziende Life Science

Chimica farmaceutica di nascita, cresciuta a marketing farmaceutico e con una grande passione per l’innovazione in ambito health. Affrontare nuove sfide e modi di pensare, conoscere e imparare ogni giorno è il mio mantra Linkedin