4 min readLa digital health al Super Bowl e Fitbit per gli astronauti

Weekly Insight 12 Febbraio 2021 3 min read

4 min readLa digital health al Super Bowl e Fitbit per gli astronauti

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Questa è stata la settimana del Supe Bowl…siamo in Italia è vero.
Ma gli spot del di questo evento sportivo e ancora più mediatico sono sempre attesi ogni anno e sono rimasta stupita di vederne uno legato alla digital health!
L’azienda che l’ha creato è Dexcom, nota per i suoi dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio che permettono a chi soffre di diabete di tipo 1 (insulino dipendente) di avere un piccolo ago sempre collegato che, ad intervalli regolari e costanti, verifica la glicemia capillare e invia i dati all’App correlata – permettendo un controllo del valore di questo parametro in modo digitale!

Il protagonista dello spot è Nick Jonas che nella vita vera è paziente DT1!

FitBit alla carica

E visto che parliamo di glicemia, Fitbit ha lanciato la nuova feature sulla sua App per permettere all’utente di inserire i livelli di glucosio e avere una overview nel tempo, correlandola ad attività sportiva, cibo, sonno e a tutti i valori rilevati dal wearable – insomma FitBit sembra proprio stia puntando in alto e voglia diventare IL punto di riferimento per il monitoraggio della nostra salute. (e i dati sembrano proprio dimostrare essere un ottimo alleato della salute)

Ah! E FitBit ora è anche l’alleato della NASA per prevenire il covid!

News dal mondo Digital Health

Apple Watch può prevedere il COVID-19 una settimana prima del tampone secondo uno studio
  • Dopo gli studi di FitBit – Apple ora dimostra che può prevedere il covid-19 due settimane prima dei sintomi
  • Altra settimana altra IPO in ambito digital health – questa volta è il turno di Oscar Health, di Alphabet, che si occupa di prenotazioni a distanza, gestione di risultati di laboratorio, visite di telemedicina e prescrizioni a distanza.
  • Si parla sempre di personalizzazione della cura – da ora in US esiste una piattaforma dedicata alla comunità LGBTQIA+ che offre consulti, visite a distanza, prodotti (come gli ormoni!) e risposte alle domande più comuni.
  • …e parlando di personalizzazione continua a crescere il mercato delle App e servizi legati alla fertilità, gravidanza a e prime fasi di una nuova nascita.
  • Un po’ meno digital health ma comunque innovativo (e grande futuro trend per me) è la continua ricerca sul microbioma e la correlazione con le malattie autoimmuni (qui Sclerosi multipla e gut microbiome)
  • Il NICE (Uk) continua con il suo interesse nei confronti della digital health e include criteri per selezionare e implementare una lista di strumenti di salute digitale
  • Smith +Nephew e la start-up Huma hanno lanciato un servizio per i pazienti che devono/hanno subito un’operazione ortopedica: preparazione prima e monitoraggio dopo: esperienza completa e costante nel tempo del paziente
  • Autorizzazione de Novo per un dispositivo medico in grado di supportare i paziente che soffrono di apnea notturna ostruttiva
  • Del Project Baseline di Verily avevamo parlato qualche tempo fa (mega progetto in cui l’obiettivo è raccogliere tutti i dati da wearable per analizzarli e prevedere eventi legati alla salute) ora include anche uno studio sul covid-19 in collaborazione con Janssenn
  • Rubrichetta Health Passport: iniziano a nascere le prime domande su come questi passaporti potranno essere ugualmente accessibili a tutti, domande sulla privacy prima di “obbligare” ad usarli e chi dice che potrebbe non essere la soluzione perfetta. Ma nascono Associazioni come la Good Health Pass Collaborative che lavorano sull’interoperabilità di questo health passport.

Riflessioni e deviazioni:  i dati sono il nuovo oro – ma ancora grezzo

L’OMSha rilasciato il report SCORE sullo status e capacità dei sistemi digitali legati alla salute in 133 paesi (copertura 87% popolazione mondiale) e, di conseguenza, dei dati che questi sistemi forniscono ed elaborano.

La fotografia (peccato che l’Italia non sia stata inclusa) evidenzia come ci siano aree, come la salute mentale e i tumori, i cui i dati sono pochi e frammentati.
Questo è rilevante perché solo con dati, tanti dati e tanti dati usabili e in real time è possibile analizzare i fenomeni e trarre conclusioni prevendendo l’andamento futuro.

L’OMS da consigli su come migliorare la raccolta e analisi ma siano ancora ben distanti da un optimum e lo stiamo vedendo con la pandemia.

[la dashboard è molto bella!]

Chimica farmaceutica di nascita, cresciuta a marketing farmaceutico e con una grande passione per l’innovazione in ambito health. Affrontare nuove sfide e modi di pensare, conoscere e imparare ogni giorno è il mio mantra Linkedin